Come scrivere Un Curriculum Vitae efficace? Lo abbiamo chiesto all’esperto!

come scrivere curriculumScrivere il proprio Curriculum Vitae è il primo passo per la ricerca di un impiego. È, infatti, un documento che ci da la possibilità di presentarci e di promuoverci agli occhi delle aziende e dei Responsabili Risorse Umane. Il Curriculum è quindi di
fondamentale importanza perché consente di superare con successo una
prima pre-selezione.

L’errorre purtroppo è sempre dietro l’angolo, sembrerà banale, ma non tutti sanno scrivere un curriculum efficace, per questo abbiamo chiesto  a Chiara , master in Risorse Umane ed esperienza pluriennale in alberghi di lusso,   di aiutarci a capire meglio cosa fare e soprattutto non fare quando siamo alla ricerca di lavoro.

D: Come scrivere un buon curriculum vitae?

R: Il curriculum vitae è il nostro biglietto da visita con unico obiettivo di promuovere la propria candidatura. Per scrivere un buon curriculum, cioè un curriculum che possa davvero interessare chi lo legge, non bisogna commettere l’errore (davvero comune) di descrivere una storia piatta e generica valida per un pò per tutte le occasioni. Una storia professionale non ha un valore assoluto, ma solo quello che di volta l’azienda riconosce in relazione alla soddisfazione di un sua specifica esigenza. Competenze interessanti e quindi di valore a Napoli, potrebbero non essere accolte a Milano. Un curriculum scritto bene non è sufficiente per trovare l’occupazione che ci interessa ma è sicuramente il miglior modo per valorizzare la propria preparazione.

D: Cosa non deve mancare nel nostro curriculum?

R: Il Curriculum deve contenere la tua storia, formativa e professionale, hobby e passioni, ad esempio, se inerenti al lavoro che cerchi e se contribuiscono a migliorare la tua presentazione. Alcuni elementi, però, sono indispensabili: una fotografia professionale corredata dai dati personali. Nella sezione formazione inserisci titolo di studio, quando l’hai conseguito, nome della scuola superiore, dell’università o altro, e luogo. Non dimenticare di inserire master o altri studi post-università, corsi di specializzazione. Elenca sempre le esperienze professionali in ordine cronologico dalla più recente (specifico: in basso la prima, in alto l’ultima): ricorda di inserire il periodo, il tuo ruolo, il nome dell’azienda, dello studio, dell’agenzia o altro. Il livello della tua conoscenza delle lingue, scritte e parlate così come la parte informatica: scrivi i programmi che conosci ed il livello. Scrivi in prima persona, pensa alle domande che ti farebbe un esaminatore, evidenzia i tuoi punti di forza evitando valutazioni personali, errori ortografici e dimenticanze. Infine ricordati di aggiornare sempre il tuo curriculum!

D: Quanto dobbiamo essere onesti nello scrivere le nostre esperienze?

R: È giusto enfatizzare le proprie capacità sottolineando quelle che sono le tue qualità. Ma non esagerare. E soprattutto non dire bugie. Differenziarsi dagli altri è giusto, barare no. Perciò, non scrivere cose che non sei poi in grado di sostenere al colloquio.

D: Di quante pagine deve essere il curriculum? Più pagine equivale a qui competenza?

R: Essere concisi è indispensabile, anche perché si viene giudicati pure da quello! Il curriculum non dovrebbe mai superare le due pagine: bisogna andare subito al sodo con uno stile semplice, chiaro e coinciso.

D: Dobbiamo scrivere tutto ciò che facciamo?

R: Un curriculum deve dire al selezionatore : “ecco i motivi per cui potrei essere il candidato giusto per voi“. Dovremmo sempre scrivere ciò che è utile a chi ci leggerà, ai suoi bisogni e interesse. Prima di candidarci per una posizione leggiamo bene la job description!

D: Bisogna sempre accompagnare il curriculum alla lettera di presentazione? Cosa deve contenere una lettera di presentazione efficace?

R: Mi capita di ricevere lettere di presentazione più lunghe dei curricula! Basta accompagnare il proprio CV con una lettera che può indicare obiettivi professionali e aspirazioni lavorative. Anche in questo caso basta meno di una pagina ricordando di tenere sempre i piedi per terra perché il selezionatore ti giudicherà anche dai traguardi che scrivi qui.

D: Come prepararsi ad un colloquio?

R: È questo il caso in cui nella domanda è celata la risposta! Prima di presentarsi ad un colloquio bisogna “prepararsi”: esaminate in modo approfondito la job description. In base a come si presenta l’annuncio di lavoro, potete  facilmente capire quali domande vi saranno rivolte in sede di colloquio e soprattutto ricercate più informazioni possibili relative all’azienda che vi ha chiamati per il colloquio. Fate una ricerca su quali sono le domande più comuni in un colloquio di successo e provate le vostre risposte. Integrate con esempi tratti dalla vostra esperienza, che mettano in risalto il motivo per cui siete le persone giuste per quella posizione. Se esistono vicende specifiche o punti rilevanti da riportare, annotateli e cercate di capire come integrarli nelle risposte. Potreste chiedere a un amico di aiutarvi nella preparazione e di farvi fare un po’ di pratica nelle risposte, in modo da raggiungere una maggior disinvoltura e affrontare un ottimo colloquio.

D: Cosa non bisogna mai fare durante un colloquio?

R: Non c’è niente di peggio che intervistare qualcuno che parla senza mai fermarsi. L’intervistatore non necessita di conoscere tutta la propria vita, al contrario desidera sapere tutto quanto funzionale ad identificarvi professionalmente. È bene concentrarsi su argomenti interessanti rispondendo alle domande precise.

D: Cosa bisogna assolutamente fare in colloquio?

R: Nessuna azienda invita un candidato a un colloquio se non è davvero interessata. Sintetizzo alcuni punti ,a mio avviso, indispensabili: l’abbigliamento (dress code) è il primo biglietto da visita quando ci si presenta ad un colloquio. Una volta rotto il ghiaccio durante il colloquio è bene sostenere lo sguardo dell’intervistatore, sia quando è questi a parlare sia quando siamo noi a farlo. Infine un sano e moderato entusiasmo denota l’interesse del candidato verso quella posizione. Vi assicuro, per un selezionatore, non c’è nulla di meglio di un candidato che vuole davvero quel posto di lavoro!

D: Qual è la domanda più strana che tu abbia mai fatto durante un colloquio e perché?

R: La domanda imprevista per il candidato è chiedergli se ci sono aspetti della posizione che non gli attirano particolarmente. Vi lascio immaginare le diverse risposte attraverso il linguaggio verbale, paraverbale e non verbale! Sii sincero con attenzione alla formulazione della risposta: non c’è una risposta giusta o sbagliata, c’è la tua risposta!

D: Qual è la domanda più strana che ti hanno fatto durante un colloquio?

R: “Quando potrò prendere una vacanza?” – mi chiese un candidato qualche tempo fa. Preoccuparsi di lasciare il lavoro prima ancora di cominciare è un pessimo biglietto da visita!

Ringraziamo Chiara per averci dedicato il suo tempo e la sua preziosa esperienza nel settore delle Risorse Umane, speriamo di averla presto ospite da PRAGMA per una giornata di orientamento.